Bando Periferie, il PD bellunese: «Massaro prosegua nei progetti e sia pronto a gestire le risorse»


«Il Comune di Belluno prosegua con i suoi progetti per la rigenerazione urbana, così da farsi trovare pronto quando ci saranno le risorse». È l’appello congiunto del segretario dell’Unione Comunale PD di Belluno Roberto De Moliner, della segretaria provinciale dimissionaria Erika Dal Farra e del deputato Roger De Menech, appello rivolto al sindaco Jacopo Massaro in merito al Bando per le Periferie che rischia di essere bloccato dal decreto Milleproroghe già votato al Senato e a settembre in votazione alla Camera. 

«È un fatto grave quello avvenuto al Senato», punta il dito De Moliner che critica anche il suo partito. «Anche per il nostro gruppo che ha votato favore: è stato un errore. Mentre per le forze che guidano il Paese si tratta di una scelta ben precisa: sospendere per due anni il Bando per le Periferie per dare la possibilità ai comuni di spendere gli avanzi di amministrazione. Avanzi che ammontano a 140 milioni di euro e non sappiamo nemmeno quanti soldi interesseranno i nostri piccoli comuni. D’altra parte, però, gli avanzi di amministrazione erano già stati liberati dal premier Renzi: all’epoca erano stati sbloccati 900 milioni, senza toccare altro. Credo che il motivo addotto dalla maggioranza di governo per questa manovra, cioè quello di togliere ai ricchi per dare ai poveri, alla fine non farà altro che lasciare i poveri come sono. Non condividiamo questa logica, per cui alla Camera chiediamo ai nostri parlamentari di ripristinare i fondi ora bloccati».

«I 140 milioni di euro sono una cifra banale», precisa anche De Menech che si scusa per il voto al Senato del Pd. «Abbiamo sbagliato, è stato uno scivolone tecnico perché ci siamo fidati della relazione degli uffici tecnici del Senato. Ma basta scaricare le colpe sempre sul Pd per ogni male». 
Il parlamentare evidenzia come ci siano anche tanti altri bandi su cui il Comune di Belluno deve lavorare. «C’è il bando per lo sport con i lavori per la piscina e la Spes Arena, quello per le società sportive con progetti importanti come la realizzazione della cittadella del rugby e il rifacimento della pista di atletica. Le graduatorie sono pronte, quindi ora si proceda. C’è il rischio, infatti, che qui si faccia il gioco delle tre carte: si spostano soldi da una parte all’altra lasciando alla fine le voci scoperte. Si tenga presente che è stato bloccato nei giorni scorsi anche il bando per l’edilizia scolastica. Quindi chiediamo che vengano dati i soldi per le graduatorie di tutti gli altri bandi». 
 «Ci sono varie situazioni che ci preoccupano – prosegue De Menech – Sul fondo Letta, ad esempio, ballano 19 milioni di euro e su questa somma ci sono dei bandi tracciati da portare avanti. Ci sono poi i fondi Bellezza per la cultura per i quali attendiamo le graduatorie. Gli enti locali progettino per farsi trovare pronti, perché qui prende i soldi solo chi ha il progetto già pronto. E il Comune di Belluno cerchi anche nuove risorse».

Ad incitare Massaro è anche la dimissionaria Erika Dal Farra: «La giunta si è concentrata tantissimo sul bando di rigenerazione urbana, ora serve coraggio e lungimiranza per andare avanti. Ricordiamo che questi progetti sono sì del Comune del Belluno, ma a beneficiarne è tutta la provincia. Vogliamo capire lo stato di avanzamento di alcuni progetti come quelli sportivi. Sul Nevegal chiediamo delle risposte: lo chiediamo noi, ma soprattutto i cittadini, gli operatori». 

 

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