Mobilità sostenibile. Buzzatti: “Sulle Dolomiti no a colate di cemento inutili”


Se il Fondo Comuni Confinanti avesse finanziato il prolungamento dell’Autostrada A27 dubito che Vivaio Dolomiti, tra i cui attivisti figura l’ex segretario generale della Fondazione Dolomiti Unesco Giovanni Campeol, avrebbe sollevato problemi sul ruolo del presidente.

La politica però è il terreno privilegiato delle scelte e sulle Dolomiti, patrimonio dell’Umanità, è decisivo evitare inutili e costose colate di cemento. Se ne dispiaceranno di certo i progettisti sempre a caccia di incarichi, ma tra le montagne più belle del mondo ci si muoverà in bicicletta e in treno. Non a caso stanno per essere completate le dorsali di collegamento delle ciclabili e l’anello ferroviario delle Dolomiti sarà un elemento di attrazione formidabile. Del resto, nessuna autostrada arriva a Tirano (Sondrio) né tanto meno a St. Moritz, ed è un fattore valorizzante della Val Poschiavo, del passo del Bernina e dell’Engadina, valli esplorabili attraverso la ferrovia del Bernina. Se affittacamere e alberghi in quelle zone sono sempre pieni anche in bassa stagione, la mancanza di arterie autostradali non rappresenta un impedimento allo sviluppo turistico, anzi.

Fanno specie poi le critiche sull’affidamento di alcuni progetti, come appunto lo studio di fattibilità per l’anello ferroviario delle Dolomiti. Faccio notare che non ha sollevato polemiche la decisione dei Comuni di Confine lombardi di dare il proprio benestare affinché la Regione Lombardia, in qualità di soggetto proponente, deleghi alla Provincia di Trento la progettazione e realizzazione del collegamento viario tra Trentino e i Comuni di Valvestino e di Magasa, avvalendosi anche delle risorse del contributo degli anni 2010 e 2011. Mi lascia infine basito che tali critiche vengano da chi finora non ha fatto nemmeno un quarto di ciò che stiamo riuscendo a progettare, concretizzare e realizzare per i bellunesi.

Francesco Buzzatti,
resp. Organizzazione

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