No al declassamento dell’Ospedale S. Martino


Il Partito Democratico bellunese si schiera contro il nuovo Piano socio-sanitario regionale che presto sarà discusso in Giunta e in V Commissione: il Piano prevede la riduzione degli ospedali “hub” da 7 a 5, con il declassamento a “spoke” degli ospedali di Belluno e Rovigo.

«Faremo le barricate a difesa dell’ospedale di Belluno. Se la Regione pensa di replicare l’”operazione Cortina”, questa volta si sbaglia di grosso». Il deputato bellunese Roger De Menech chiede una mobilitazione massiccia per contrastare il piano con cui il Servizio Sanitario del Veneto prevede il declassamento dell’ospedale di Belluno. «Hanno avuto centinaia di milioni in più grazie all’aumento del Fondo sanitario nazionale (da 109 a 114 miliardi l’anno tra il 2015 e il 2019), hanno decimato le Usl, azione che in teoria dovrebbe portare ulteriori risparmi al sistema, hanno tagliato migliaia di posti letto in tutta la regione e ancora i conti non tornano? Devono trovare qualcuno in grado di tenere in equilibrio la sanità, non chiudere gli ospedali e scaricare le loro incapacità politiche e tecniche sui cittadini».

Da subito, assicura il deputato, «riuniamo tutti i soggetti interessati, dall’ordine dei medici a quello degli infermieri, dalle associazioni a difesa dei diritti del malato agli enti locali, dai sindacati ai comitati. Se passa l’idea di poter declassare Belluno, anche gli altri presìdi saranno a forte rischio, a cominciare da Agordo. La provincia di Belluno sta già pagando un prezzo altissimo in termini di servizio sanitario. Sotto le Cinque Torri risuonano ancora le roboanti parole della Regione che l’anno scorso assicurava la riapertura immediata del Codivilla. Sappiamo tutti come è andata a finire: ospedale chiuso, servizi come la cura delle malattie ossee spariti e dipendenti a casa. Non ci fidiamo più».

«Quello che ci serve e lo chiediamo da ormai quasi tre decenni», conclude De Menech, «è di poterci amministrare in autonomia. Se lasciamo le leve a Venezia per noi è la fine e lo stiamo toccando con mano. Ora chiediamo la convocazione di un Consiglio Regionale straordinario per approvare l’applicazione immediata della legge 25».

 

Erika Dal Farra, Segretaria provinciale del Partito Democratico e consigliera comunale a Palazzo Rosso, ha chiesto la convocazione di un consiglio comunale straordinario sul rischio declassamento dell’Ospedale S. Martino: «Siamo di fronte a un problema che preoccupa non solo il PD ma l’intera comunità bellunese. Il diritto alla salute non può essere negato a nessuno e ci pare chiaro che nel mirino della Regione ci sia ancora una volta proprio Belluno».

 

 

Critiche al piano della Regione anche dal Segretario del PD Veneto Alessandro Bisato«Siamo molto preoccupati perché questo è un altro tentativo di far pagare ai cittadini i costi della riorganizzazione del sistema sanitario. Un altro colpo basso della giunta Zaia che, dopo aver eliminato posti letto in tutta la Regione, ha mancato di attivare la medicina territoriale, ovvero i servizi che consentirebbero a decine di migliaia di persone di non avere bisogno di un ospedale. Il passo successivo è, probabilmente, quello di ridurre al minimo o chiudere gli ospedali pubblici».

Da quando è in carica, dice Bisato, «la giunta Zaia si muove con decisione nella programmazione e attuazione dei tagli, mentre restano sulla carta gli ospedali di comunità, le strutture intermedie, il rafforzamento della medicina generale e del servizio sul territorio».

 

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