Fondo Comuni Confinanti, chiusa programmazione 2013-2018. De Menech: “Da gennaio si lavora sul prossimo quinquennio”

Belluno, 22 dicembre 2020

L’ultima variazione operata ieri dal Comitato paritetico per la gestione del Fondo Comuni Confinanti chiude di fatto la programmazione quinquennale 2013-2018. Nella riunione, riferisce il Presidente Roger De Menech, sono state «approvate definitivamente le ultime variazioni sulla pianificazione 2013-2018 che cosi consentiranno di utilizzare tutti i residui derivati dalle attività svolte in questi anni».

Oltre ad alcune modifiche contabili su progetti già approvati, il Comitato ha dato il via ad alcune nuove attività in tutte e 5 le province. In tutti i casi si tratta di programmi a regia, quindi di interventi con un impatto sulle cosiddette aree vaste e non sui singoli comuni.

Nel Bellunese, per esempio, è stato approvato il progetto di miglioramento, riqualificazione e messa a norma degli ecocentri dell’Agordino per un totale di 837 mila euro. Un altro progetto comprensoriale tocca il Feltrino, dove prenderà avvio la manutenzione straordinaria del macello che serve una zona di una decina di comuni. Il costo dei lavori è di 265.000 euro.

«Chiusa questa fase, da gennaio possiamo cominciare a lavorare sulla programmazione 2019-2023», afferma il presidente De Menech. «Dopo il consolidamento degli ultimi 5 anni, probabilmente i prossimi saranno dedicati allo sviluppo. Ricordo che il problema principale a cui rispondono queste misure sono i divari economici e sociali tra aree contermini. Al di là delle singole opere, i risultati su scala ampia di questo lavoro si vedranno nei prossimi anni. Uno degli effetti a cui miriamo è il contenimento – dove non l’arresto – del fenomeno dello spopolamento e una ritrovata attrattività delle zone montane».

Nel frattempo il 2020 si è concluso con l’erogazione di quasi 80 milioni di euro ai soggetti beneficiari. «In pratica», conclude De Menech, «abbiamo utilizzato tutte le risorse del fondo disponibili».

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