9 Dicembre 2025
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«In Emilia Romagna 38 milioni di euro per nuovi posti negli asili nido. E in Veneto?» Riflessioni e proposte su “Nidi gratis: si può fare” mercoledì a Belluno

38,4 milioni di euro di risorse europee investite, 700 nuovi posti nella regione che già guida la classifica nazionale della copertura negli asili nido: l’Emilia Romagna compie un altro passo in avanti nel settore del sostegno alla genitorialità e alle famiglie. E in Veneto che succede? A chiederselo è Yuki d’Emilia, candidata alle prossime elezioni regionali tra le fila del Partito Democratico, che per mercoledì 12 novembre – nella sala “Albertina Brogliati” di Viale Fantuzzi a Belluno, con inizio alle 17.30 – ha organizzato l’incontro “Nidi gratis: si può fare”, una serata dove saranno presentate riflessioni, proposte ed esperienze venete e nazionali.

Ad aprire l’incontro sarà la segretaria provinciale della CGIL Belluno, Denise Casanova, con l’intervento su “Conciliazione lavoro-famiglia: i servizi all’infanzia per la parità”; spazio poi alle amministratrici, prima con Ivana Palomba, già assessora al Comune di Scandicci (Firenze) con deleghe alla pubblica istruzione, servizi scolastici, sport e politiche giovanili che parlerà di “#nidigratis: la buona pratica della Regione Toscana” e, a seguire, Isabella Sala, vicesindaca di Vicenza, che porterà il modello della sua città con “Anche in Veneto si può”.

«Il tasso di copertura degli asili nido in Emilia Romagna è appena sotto al 45%, obiettivo fissato a livello europeo per il 2023; in Veneto, stando ad un report di fine 2024, si è di poco sotto il 34%, superando finalmente quota 33% stabilita dal Consiglio europeo già nel lontano 2002» spiega d’Emilia. «Quello che è ancora più triste è che il tasso di copertura non si è alzato per l’incremento dei posti nei nidi, ma per spopolamento e denatalità: nel 2023, -9,4% nelle nascite rispetto al 2019, -37,4% invece in confronto al 2008».

Lo sguardo si rivolge poi alla provincia di Belluno: «Quella bellunese risulta l’ultima provincia nella classifica regionale per tasso di copertura. I dati Istat al 2022 ci vedevano come fanalino di coda con il 27,2%, ampiamente sotto l’obiettivo europeo fissato per ben vent’anni prima; inoltre, è significativo il ruolo delle strutture private, quasi in linea con la media regionale, che vede una prevalenza di servizi a titolarità privata rispetto a quelli pubblici per oltre il 60%. Non va dimenticato poi come le rette del servizio privato rappresentino un costo per le famiglie, stimato nel 22% del reddito annuo di una famiglia media».

I numeri aggiornati in provincia (posti autorizzati tra pubblico e privato, escluse le sezioni Primavera) parlano di 877 posti (più 234 in programmazione), per un totale di 1111 posti; la popolazione nella fascia tra 0 e 36 mesi conta su 3280 bimbi. «Abbiamo parlato di dati, ma dietro questi numeri ci sono bambini, madri, famiglie: per una montagna da abitare, gli asili nido sono un servizio fondamentale per chi vive in quota, ma anche per attrarre giovani coppie. L’Emilia Romagna è passata dai 18 milioni di euro destinati all’abbattimento delle rette del 2022 ai quasi 30 del 2025, 13,6 dei quali destinati ai comuni montani e alle aree interne; è sufficiente copiare».

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