Del Bianco: «Meno vincoli e più strumenti per vivere e lavorare in quota»
«Per una montagna da abitare, meno vincoli e più strumenti per vivere e lavorare in quota: se la Regione continua ad aumentare la burocrazia senza dare alle popolazioni gli strumenti per gestirla, vivere e lavorare, allora non possiamo pensare di mantenere vivo e sereno il nostro territorio. Belluno merita rispetto, equilibrio e ascolto, non l’ennesimo peso calato dall’alto». Alessandro Del Bianco, candidato alle elezioni regionali per il Partito Democratico, attacca così le ultime novità regionali relative alla VINCA – Valutazione dell’Incidenza Ambientale.
«Negli scorsi mesi, la Regione Veneto ha introdotto un nuovo regolamento sulla VINCA che si è rivelato estremamente penalizzante, addirittura più rigido della normativa nazionale. È un regolamento che riguarda tutte le aree Natura 2000 individuate dalla Regione, ma il suo impatto non è affatto uniforme: mentre province come Padova o Verona hanno una quota limitata di territorio sottoposto a questi vincoli (tra il 7 e l’11%), la provincia di Belluno ne ha il 56%, più della metà dell’intera superficie», analizza Del Bianco.
Questo dato, per il candidato PD, è l’ennesimo indice della scarsa considerazione di Venezia verso la montagna: «Belluno viene trattata come la grande “riserva di aree vincolate” necessaria per adempiere agli obblighi europei, mentre ad altri territori viene garantita una maggiore libertà d’azione. E tutto ciò avviene senza che ai cittadini e agli amministratori bellunesi vengano forniti strumenti di supporto, compensazioni o incentivi per affrontare i pesanti limiti imposti. La contraddizione è evidente: in questa campagna elettorale i partiti di centrodestra parlano di semplificazione e superamento della burocrazia, quando proprio da loro arriva il regolamento che ha moltiplicato gli ostacoli, i tempi e la complessità delle procedure».
Un provvedimento che ancora una volta andrà a penalizzare la montagna, e in particolare quelle zone di confine che già quotidianamente devono scontrarsi con la “competizione” dei territori vicini: «La situazione è diventata insostenibile. Il regolamento è più restrittivo della legge nazionale e ogni intervento – anche minimo – deve essere valutato in Regione, con tempi lunghissimi e un carico amministrativo enorme. Ne sono colpite sagre, eventi locali, lavori forestali, piccole attività e qualunque cittadino che voglia realizzare qualcosa nel proprio territorio. La disparità diventa ancora più evidente quando ci si confronta con aree confinanti come il Trentino, dove procedure molto più snelle consentono di lavorare e vivere con normalità», attacca Del Bianco.
Ecco quindi la posizione del Partito Democratico: «È necessario dirlo con chiarezza e con forza: questo regolamento va profondamente rivisto. La vera sburocratizzazione si fa eliminando gli ostacoli, non creandone di nuovi. Soprattutto, quando si impongono vincoli, devono essere previsti anche incentivi e misure di accompagnamento, perché le persone possano continuare a vivere, lavorare e custodire le loro terre», conclude Del Bianco.
