15 Gennaio 2026
Ambiente & TerritorioNewsPD Città di Belluno

Urban Health e Cavarzano, l’intervento di Maria Teresa Cassol

Il Consiglio Comunale di Belluno ha approvato ieri, con i voti di parte della maggioranza (3 gruppi su 5) il Documento Unico di Programmazione (DUP) per gli anni 2025-2027, insieme al rendiconto di quanto fatto fino al 30 giugno di quest’anno. Dopo la sezione di analisi di contesto e di visione generale, Il DUP è organizzato in indirizzi e obiettivi strategici, che si articolano a loro volta in obiettivi operativi, per un documento di ben 299 pagine.

Uno degli indirizzi è “Belluno è di tutti. Città solidale ed accessibile” che si articola in 9 obiettivi strategici: il primo, titolato “Spazi che diventano luoghi di socialità”, si articola in due obiettivi operativi “Nuovi luoghi di socialità” e “Urban Health”. Prendendo spunto dal dibattito pubblico sul quartiere di Cavarzano, partito dal taglio di alcuni alberi in diverse zone del quartiere, ho presentato un’interrogazione a tema “Taglio di alcune piante in Piazzale Vittime di Via Fani e prospettive per il centro della frazione di Cavarzano”, analizzando proprio l’obiettivo operativo “Urban Health“.

Con l’espressione “urban health” si fa riferimento a un orientamento strategico che promuove e supporta interventi intersettoriali per rendere le città più sane e inclusive. L’urban health mira, quindi, a definire azioni che possano avere un impatto positivo sulla salute dell’uomo e sulla qualità della vita, sottolineando così la forte dipendenza tra il benessere fisico, psichico e sociale e la città in cui si vive. Le città per come le conosciamo oggi sono state pensate per uno stile di vita che non c’è più. Oggi le città stanno trasformando i propri spazi rendendoli sempre più accessibili e vivibili per gli abitanti. Serve un vero e proprio cambio di mentalità.

Questo in generale, e a Belluno? 

Nel primo DUP di questa amministrazione le finalità e motivazioni dell’obiettivo operativo Urban Health erano (e tali sono rimaste nel documento approvato ieri): “Attuare un cambiamento culturale finalizzato a migliorare la vivibilità della città. Ripensare la città in un’ottica a misura d’uomo”. Spiegato con “L’Amministrazione deve farsi parte attiva di un progetto di ripensamento degli spazi urbani e di cambiamento culturale finalizzato ad offrire alla cittadinanza un nuovo stile di vita attivo e più a misura d’uomo”. Nel DUP presentato alla seduta consiliare di ieri, si aggiunge: “Tra le varie iniziative vi è il progetto di posizionamento di panchine nei paesi e nel centro cittadino volto a facilitare i momenti di socializzazione e di comunicazione delle attività svolte dalle associazioni del sociale”.

Cosa è stato fatto fino ad ora? Nello stato di attuazione del programma approvato ieri non è descritta alcuna attività fatta e si dice che le azioni e le attività sono state programmate per il secondo semestre 2024 (immagino il riferimento sia alle panchine). In compenso, ieri un consigliere di maggioranza ha definito “storico” (!) l’intervento di rifacimento della segnaletica orizzontale nel piazzale Vittime di via Fani, e nella risposta alla mia interrogazione l’assessore Franco Roccon non ha mancato a far riferimento nella sua risposta a una non meglio precisata “associazione privata che si ritiene detentrice della verità e delle soluzioni”, precisando che le piante tagliate non verranno ripiantate e che le poche di disponibilità di bilancio non consentono di stendere un progetto complessivo di riqualificazione dell’intera area e nelle due piazze. Ha poi anticipato che ci saranno ulteriori non meglio precisati interventi sugli alberi del piazzale Monte Schiara.

E dove sono le azioni per il cambiamento culturale, se una associazione che si muove in questo senso viene pubblicamente dileggiata? E che ne è della progettazione partecipata? E dei concorsi di idee? Questo obiettivo strategico è una scatola vuota. E non solo per Cavarzano.

Io abito a Cavarzano e l’unica cosa concreta che collego al concetto di Urban Health è il pedibus che vedo passare ogni mattina… adesso aspetto almeno le panchine. A scrivere qualche frase roboante sono capaci tutti. Andrà bene in campagna elettorale, ma quando si governa bisogna tradurre i buoni propositi in fatti o almeno in programmi e progetti definiti, magari da lasciare alla prossima amministrazione.

Propongo dei semplici spunti, non in ordine di importanza:
– completare l’alberatura di via Pagani Cesa e darle continuità alberando e attrezzando con panchine il viale di accesso alla casa di riposo;
– delimitare nel prato della casa di riposo un’area per la sgambata dei cani;
– pubblicizzare e rendere facilmente prenotabile e utilizzabile la sala conferenze della casa di riposo;
– nel piazzale Vittime di via Fani, una delle tre file alberate con i tagli negli anni e gli ultimi del mese scorso è sparita del tutto: serve completare le altre due file alberate più lontane dal caseggiato ripiantando tre alberi e posizionare dei porta bici;
– indire un concorso tra le classi per il ripensamento delle due piazze, con progetti da esporre e far votare dai cittadini;
– coordinare con Fiab una proposta per diffondere l’uso della bicicletta;
– dare una accelerata al piano del verde anche coinvolgendo associazioni ed esperti interessati e competenti in materia;
– nella rinnovata scuola Romolo Dal Mas pensare di aprire una parte del giardino in orari da definire come parco giochi/zona verde per la frazione e nello stesso modo concordare con la scuola un uso anche pubblico della palestra e alcune aule attrezzate in orario non scolastico;
– valutare se spostare il mercato della frutta nel piazzale Vittime di via Fani;
– posizionare alcune panchine nelle due piazze in zone non a parcheggio;
– promuovere le comunità energetiche anche con le strutture pubbliche della zona.

Maria Teresa Cassol, consigliera comunale Partito Democratico

 

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