Vanoi, Del Bianco: «Ora anche Stefani e la destra dicano da che parte stanno»
Nel giorno del 62° anniversario della tragedia del Vajont, torna il “caso Vanoi”, con sondaggi propedeutici alla realizzazione della diga e l’intervento delle forze dell’ordine: «Neanche il tempo di concludere le commemorazioni per il dramma del Vajont, e ci ritroviamo davanti a un fatto che impone una riflessione seria», il commento di Alessandro Del Bianco, candidato del Partito Democratico alle elezioni regionali del 23 e 24 novembre.
Proprio ieri, giovedì 9 ottobre, a 62 anni esatti da una tragedia bellunese, italiana e mondiale, infatti, il quotidiano “L’Adige” ha pubblicato in prima pagina la notizia – rilanciata poi da molti altri organi di informazione trentina – di sondaggi geognostici avviati nel torrente Vanoi senza autorizzazioni, bloccati soltanto grazie all’intervento del Corpo Forestale del Trentino.
«È un episodio che parla da solo, e chiarisce in modo emblematico quali siano le vere intenzioni del Consorzio di Bonifica del Brenta e, di conseguenza, della Regione Veneto, che formalmente non è mai tornata indietro sul progetto» commenta Del Bianco. «È un fatto grave, per metodi, tempi e significato. Seguo questa vicenda da oltre due anni, e so bene quanto il dibattito tenda ad accendersi e spegnersi, senza mai arrivare a una vera conclusione. Ma una parola fine può metterla solo la Regione Veneto, con un atto politico chiaro e definitivo».
La posizione del Partito Democratico bellunese contro la diga del Vanoi è chiara da tempo, così come quella del candidato presidente per il centrosinistra, Giovanni Manildo: «Il nostro candidato ha già fatto la sua parte: Manildo ha prospettato alternative serie e credibili alla diga, si è espresso con chiarezza contro il progetto, è stato sul posto insieme a me e al Sindaco di Lamon, e si è formalmente impegnato, qualora eletto, a chiudere definitivamente questa partita», ricorda ancora Del Bianco, che invita ancora una volta il centrodestra veneto a fare chiarezza sulla sua posizione. «Alla luce dei fatti gravi emersi in Trentino e finiti sulle prime pagine dei giornali, è ora doveroso che anche il candidato del centrodestra, Alberto Stefani, prenda una posizione chiara e pubblica. Non solo per sé, ma per tutto il suo schieramento, in particolare per la Lega, che da sempre sostiene questo progetto, soprattutto nella sua componente padovana. È legittimo, a questo punto, chiedere se esista una posizione ufficiale di Stefani sulla diga del Vanoi. Sarebbe interessante saperlo. Credo lo sia per tutti».
«Per una volta, sarebbe importante dimostrare che la memoria del Vajont non è solo una ricorrenza da commemorare, ma un’eredità da onorare con scelte concrete e responsabili. Non contano le dimensioni dell’opera, ma i metodi, gli approcci e il rispetto per i territori» l’appello di Del Bianco. «Ciò che sta accadendo oggi in Valle del Vanoi è uno spettacolo preoccupante, che ci riporta ai tempi peggiori della politica e della tecnica calata dall’alto. Per dire davvero no a questo progetto non basta la voce dei territori. Serve la politica con la P maiuscola, quella che sa dire no quando è necessario e che sa indicare alternative concrete, condivise e sostenibili. Questo è il momento. Ognuno si assuma la propria responsabilità».
