23 Febbraio 2024
Diritti

Giornata contro la violenza sulle donne, odg promosso dal PD Belluno Dolomiti per scongiurare la chiusura del Centro Antiviolenza di Belluno

Il Centro antiviolenza di Belluno è a rischio chiusura: il tema viene portato all’attenzione dei consigli comunali in occasione del 25 novembre, Giornata internazionale contro la violenza sulle donne con un ordine del giorno promosso dalle amministratrici del PD Belluno Dolomiti.

La prossima settimana nei Consigli comunali di Belluno, Feltre, Limana e Pieve di Cadore verrà presentato un ordine del giorno per sensibilizzare i Consigli e i Sindaci sulle criticità che emergerebbero se venisse attuata l’Intesa Stato-Regioni, recepita dalla Regione Veneto con DGR 400 del 7 aprile 2023. L’intesa, e di conseguenza la deliberazione, infatti, impongono quale requisito essenziale per accedere ai fondi stanziati dalla Regione che i centri antiviolenza assicurino la reperibilità 24 ore su 24. Tale requisito è impossibile da soddisfare per l’unico CAV operante in provincia di Belluno, quello gestito dall’Associazione Belluno Donna.

A un anno dall’approvazione dell’Intesa Stato-Regioni e a pochi mesi dall’attuazione della DGR, che dovrebbe diventare operativa entro marzo 2024, la situazione nella nostra provincia è molto preoccupante: se la legge non verrà modificata rischieremo di perdere il 100% dei CAV operanti nel territorio, situazione unica in tutto il Veneto, dove altri Centri sono a rischio chiusura, ma nessun territorio rischia la perdita di tutti i presidi.

Dopo i fatti di cronaca di queste settimane, con il femminicidio di Giulia Cecchettin, e in occasione della Giornata Internazionale contro la violenza sulle donne, abbiamo ritenuto di dover portare all’attenzione dei Consigli questa grave situazione, già emersa quest’estate. Una situazione per la quale si è attivata anche la Consigliera Provinciale di Parità con una lettera alla Regione sottoscritta da molti sindaci del nostro territorio. Perdere il CAV Belluno Donna sarebbe gravissimo per la nostra provincia: solo nel 2022 sono state ospitate 143 donne. I dati forniti da Belluno Donna fanno emergere una situazione drammatica, con un aumento costante degli interventi negli ultimi 19 anni, dall’apertura del centro avvenuta nel 2004.

«L’odg è stato firmato da tutti i gruppi di minoranza in comune a Belluno e sarà discusso nel prossimo consiglio del 29 novembre. Come ricordato nel testo del documento, circa un terzo delle donne che si sono rivolte in questi anni al CAV di Belluno sono del comune di Belluno, in pratica una ogni 10 giorni in media. Crediamo si tratti di un dato molto significativo che merita l’attenzione di tutti» commenta la consigliera comunale PD di Belluno, Maria Teresa Cassol.

«Sono contenta di aver presentato l’ordine del giorno anche nel comune di Limana e fiduciosa del fatto che il consiglio non possa rimanere indifferente» aggiunge Marta Picinotti, consigliera comunale a Limana. «A un anno dall’entrata in vigore dell’intesa Stato-Regioni e a pochi mesi dalla sua attuazione, è il momento di agire, a maggior ragione visti i dati preoccupanti riguardo la violenza sulle donne e i recenti fatti di cronaca. Non possiamo rischiare di perdere l’unico presidio a difesa delle vittime qual è il CAV Belluno Donna».

«La posizione periferica della Provincia di Belluno e la sua bassa densità demografica non fanno che aumentare la condizione di isolamento delle donne vittime di violenza. In più occasioni le operatrici del Centro Antiviolenza hanno accertato come spesso le donne non riescano a raggiungere gli sportelli esistenti sul territorio a causa del tempo necessario agli spostamenti, in particolare se con mezzi pubblici. Per queste ragioni è necessario incrementare le risorse destinate al Centro Antiviolenza di Belluno e non metterlo invece nella condizione di rischiare la chiusura» aggiunge Carla Cassol, capogruppo PD in Consiglio Comunale a Feltre.

«Una presa di posizione istituzionale sul rischio di perdere il servizio del CAV di Belluno Donna è oggi quantomai necessaria. Per questo crediamo sia più che opportuno portare il tema anche in Consiglio comunale. Auspico che molti comuni seguano lo stesso percorso perché questo passaggio può senza dubbio contribuire a risolvere un problema su cui anche il Consiglio regionale si è già pronunciato. Il tempo però stringe. Bisogna fare presto» conclude Sindi Manushi, Sindaca di Pieve di Cadore.

Nei prossimi giorni molti altri comuni promuoveranno nei Consigli questo appello lanciato dalle amministratrici del PD Belluno Dolomiti. Il tema del contrasto alla violenza di genere è infatti di primaria importanza. Non ci possiamo concedere il lusso di abbassare l’attenzione.

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