La riforma costituzionale spiegata bene da Massimo Rubechi

La riforma della Costituzione in corso di approvazione dal Parlamento dota finalmente l’esecutivo di strumenti che ne rafforzano la stabilità e ne garantiscono l’efficacia operativa. Si tratta di un traguardo atteso da quasi settant’anni e che nessun Governo e nessun Parlamento fino ad oggi è riuscito a raggiungere.

«Approfondiremo i dettagli della riforma con il professor Massimo Rubechi e il deputato PD bellunese Roger De Menech», spiega la Segretaria del Partito Democratico provinciale, Erika Dal Farra. «Rubechi ci aiuterà a capire quanto profonda e quanto è giusta questa legge e, soprattutto, quali sono gli effetti benefici sul sistema politico e sulla nostra democrazia».

L’incontro, aperto a iscritti e simpatizzanti del Partito Democratico, è in programma Sabato 19 marzo alle 10.30 presso il Centro Giovanni XXIII (Sala Luciani) di Belluno.

«Tra le cose più evidenti messe in atto dalla riforma», prosegue Dal Farra, «c’è l’eliminazione del Senato. La fine del bicameralismo perfetto produrrà risparmi calcolati in circa 1 miliardo di euro l’anno, compreso il taglio totale dell’indennità ai senatori (circa 42 milioni) e i due terzi dei rimborsi (circa 37 milioni). Ma soprattutto allinea l’Italia con tutte le democrazie moderne. Nessun Paese al mondo ha infatti un Parlamento come il nostro, nel quale due diverse assemblee elette direttamente svolgono esattamente gli stessi compiti. Un doppione causa di lentezze, inefficienze, costi e instabilità».

Già nel 1948 le stesse forze politiche che avevano votato la Costituzione si dichiaravano insoddisfatte del tipo di Parlamento su cui avevano raggiunto un accordo. Eppure, nota Dal Farra, «nemmeno la necessità di riformare il sistema, condivisa da oltre 30 anni dalla maggioranza delle forze politiche italiane, è stata sufficiente per mettere mano a una riforma organica. C’è voluta la spinta della crisi economica, sommata all’ennesima crisi istituzionale (la stessa che ha costretto alla rielezione di Napolitano) perché ci fosse una svolta nel governo e una presa di coscienza all’interno del Parlamento».

Ora, conclude la segretaria, «siamo al passaggio cruciale. In autunno ci sarà il referendum confermativo e noi, come PD, ci stiamo preparando al meglio perché non si torni indietro».

L’incontro di sabato fa parte del ciclo di riunioni organizzate dalla Segreteria regionale del PD Veneto per conoscere e approfondire i tanti aspetti della riforma costituzionale.

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