Festa de l’Unità, bilancio positivo per la 55° edizione

Bilancio positivo per la Festa de l’Unità del Pus che quest’anno ha chiuso la 55° edizione. Nei quattro giorni di festa sono stati proposti interventi, dibattiti e incontri in grado di coniugare i temi politici nazionali con quelli specifici della montagna e del Bellunese in particolare.

«Da quando alcuni anni fa abbiamo rivisto l’organizzazione della Festa», ricorda il deputato Roger De Menech, «abbiamo voluto uno spazio dedicato a discutere di politica. Invitando esponenti di livello regionale e nazionale a presentare le proprie proposte e le linee politiche generali abbiamo cercato di metterli in contatto con un territorio difficile, con i nostri militanti. D’altro canto sono sempre state occasioni di confronto proficue, in cui i nostri amministratori e i dirigenti del Partito hanno avuto la possibilità di esprimere e di raccontare come le iniziative politiche europee, nazionali e regionali vengano vissute a livello locale».

Quest’anno ospite della Festa, tra gli altri, è stato Pierfrancesco Maran, assessore alla casa di Milano, che ha presentato il suo libro ‘Le città visibili’ in un incontro coordinato da Sebastiano Casoni con la partecipazione di diversi esponenti veneti. In un diverso appuntamento a cui ha partecipato lo scultore Elio Armano, è stato affrontato il tema del ruolo degli intellettuali in politica, partendo dall’esperienza di Augusto Murer.

Come sempre, la Festa ha aperto una finestra sul mondo delle associazioni, con la presentazione di Libera Belluno e dei presidi appena aperti in provincia, tra cui quello pontalpino, grazie al co-referente veneto Piermario Fop. Alle associazioni Belluno Donna, Non Una di Meno e Ukraina Più Belluno, protagoniste di incontri tematici, l’organizzazione ha versato i contributi delle raccolte fondi attivate durante le 4 giornate della Festa.

L’area della Festa è stata intitolata a Giovanni Bortot, il compianto sindaco e parlamentare pontalpino grazie al cui impegno la Festa ha trovato una sede permanente in quel del Pus a Ponte nelle Alpi. Un cippo oggi ricorda Bortot nel luogo diventato il punto di incontro tra politica e cittadini.

«Quest’anno siamo tornati ai volumi di presenza pre-Covid», sottolinea la Segretaria provinciale del PD, Monica Lotto. «Unico neo il furto che abbiamo subito prima dell’ultimo fine settimana, ma la solidarietà e la generosità di tantissimi militanti e partecipanti ha consentito di limitare il danno economico. Come sempre un ringraziamento sentito va a tutti i volontari per lo straordinario lavoro svolto. Senza di loro, la Festa sarebbe impossibile da realizzare».

La Festa negli anni è uscita dai confini comunali di Ponte nelle Alpi e ha acquisito sempre più carattere politico provinciale, continua Lotto, «diventando a tutti gli effetti uno tra i più importanti spazi che il PD bellunese ha di occasione di confronto vero e diretto con i cittadini che spesso non partecipano all’attività tradizionale del Partito. Sono anche e soprattutto questi i luoghi più conviviali e meno istituzionali, da cui il partito a tutti i livelli non dovrebbe prescindere, per essere davvero un partito territoriale e vicino ai bisogni delle persone, dove ci si apre e si discute e dove ci si confronta sulle effettive necessità che spesso non emergono nelle sedi tradizionali».

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato.

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.