L’incredibile storia della mancata tappa dolomitica al Giro d’Italia
L’incredibile assenza della tappa ciclistica delle Dolomiti nel Giro d’Italia 2025 solleva domande importanti: come vengono gestiti i fondi per i grandi eventi in provincia? Chi decide l’uso di questi fondi, derivanti dal Fondo per i Comuni Confinanti? E quanto è davvero trasparente il processo? Chi avrà voce in capitolo nel 2025?
Abbiamo depositato una mozione in vista del prossimo Consiglio Provinciale per chiedere che le priorità sui grandi eventi da finanziare vengano individuate dall’assemblea dei sindaci, e non da pochi in stanze chiuse. È il momento di fare chiarezza! Scopriamo insieme come funziona questo fondo e come è stato utilizzato finora.
Nell’anno pre-olimpico il Giro d’Italia non avrà neanche una tappa bellunese. Era prevista la Pedavena-Cortina, misteriosamente annullata per una decisione politica che sarebbe stata presa dal Presidente della Provincia di Belluno, Roberto Padrin, e dal Sindaco di Cortina d’Ampezzo, Gianluca Lorenzi, con il benestare di Dario Bond, Presidente del Fondo Comuni Confinanti. La motivazione? Troppi cantieri per le Olimpiadi.
E che cosa ne pensano a Roma o a Venezia? I nostri rappresentanti territoriali in Regione e al Governo, quando le cose si fanno complicate, scompaiono misteriosamente. E poi, con le elezioni regionali alle porte il Giro d’Italia pre-olimpico è contemporaneamente anche pre-elettorale: c’è forse questo elemento dietro le tappe in pianura?
Le domande su questa vicenda sono davvero moltissime, ma gravitano tutte intorno a un grande interrogativo: come vengono gestiti in provincia di Belluno i fondi relativi ai grandi eventi?
La Provincia di Belluno dispone del cosiddetto “Fondo Grandi Eventi” da 2,5 milioni di euro, di cui 2 milioni provengono dal Fondo dei Comuni Confinanti e i restanti 500mila euro dalla Regione del Veneto. È proprio grazie a questo fondo che sono state finanziate le tappe del Giro d’Italia degli anni recenti, alcune costate di più, altre di meno, a seconda anche degli eventuali co-finanziamenti territoriali.
Ma oltre ai passaggi del Giro d’Italia, come vengono impegnate le somme del “Fondo Grandi Eventi”? Nelle slide abbiamo riportato i maggiori capitoli di spesa del biennio 2023 e 2024. Tutte – o quasi – iniziative lodevoli, ma con evidenti differenze nella distribuzione territoriale, che ci portano a domandarci e domandare: chi ha deciso come gestire il “Fondo Grandi Eventi”? Perché queste iniziative e non altre?
A quanto ci risulta, il Fondo Grandi Eventi dovrebbe essere rinnovato: anche se il Presidente del Fondo Comuni Confinanti, Dario Bond, fa finta di non sapere, sembra certa la riconferma dei 2 milioni di euro per il biennio 2025-2026 (forse anche per il 2027). Resta da capire se la Regione del Veneto confermerà o meno il suo contributo.
Ma il condizionale è d’obbligo: infatti, questi finanziamenti non sono ancora stati formalizzati in alcun modo e, a nostro avviso, è fondamentale evitare che le destinazioni di queste somme vengano decise prima ancora della formalizzazione dei contributi, tra pochi “intimi” nelle segrete stanze.
Crediamo, infatti, che debba essere l’Assemblea dei Sindaci della provincia di Belluno a decidere come debbano essere impiegate le somme nel panorama degli eventi in Provincia: a questo scopo, presenteremo in Consiglio provinciale una mozione che impegni il Presidente della Provincia a portare la discussione sul Fondo Grandi Eventi nell’Assemblea dei Sindaci entro il mese di aprile, così da definire in maniera condivisa e trasparente le strategie del prossimo biennio e la suddivisione del budget disponibile.
Per il PD Belluno Dolomiti, è fondamentale riconfermare l’investimento sul Giro d’Italia, occasione imperdibile per promuovere tutto il territorio e le sue peculiarità. Ma oltre a questo grande investimento, è necessario dare maggior attenzione all’attrattività culturale: nella definizione di “grandi eventi”, oltre ai concerti, possono essere considerate anche grandi mostre diffuse in tutte le aree della provincia, che abbiano la capacità di lasciare un’eredità sul territorio.









