Aree montane, De Menech: «Necessario investire nella riduzione del divario digitale»

«È necessario accelerare gli investimenti nelle aree montane per colmare il divario digitale e assicurare il pieno funzionamento delle reti telefoniche». Il deputato Roger De Menech ha presentato un’interrogazione al Ministro per l’Innovazione tecnologica e la transizione digitale chiedendo quali iniziative urgenti intenda adottare per ripristinare il servizio telefonico in Comelico, Alpago e Alto Agordino. L’iniziativa segue l’interrogazione in merito all’assenza del segnale RAI in seguito all’introduzione del nuovo digitale terrestre, presentata pochi giorni fa sempre in direzione del Ministro Vittorio Colao.

«Continuo a ricevere segnalazioni dirette dai cittadini e trovo conferma sulla stampa che, a San Pietro e Santo Stefano di Cadore e in alcune zone del Comune di Tambre, come il Pian Cansiglio, Sant’Anna Col Indes e Pian delle Lastre e nelle zone dell’alto Agordino, risulta impossibile ricevere telefonate o chiamare, sia da rete fissa che da telefono cellulare», afferma il deputato.

Il disservizio è causato da una questione tecnica legata ai ripetitori. Molte segnalazioni sono già arrivate agli operatori telefonici, ma senza risultati. «La rete telefonica è essenziale per garantire il lavoro da remoto, i servizi della pubblica amministrazione e la didattica a distanza, senza contare gli evidenti problemi di sicurezza legati all’escursionismo in montagna», ribadisce De Menech. Nel Bellunese ogni anno si registra un gran numero di dispersi, come segnala il Soccorso Alpino e il segnale telefonico a intermittenza o totalmente assente in molti casi compromette la possibilità di chiedere aiuto.

Per questo «risulta cruciale disporre di una rete di telecomunicazioni efficace ed efficiente, a prescindere dalla compagnia telefonica di cui si usufruisce. Crediamo che, soprattutto per le zone montane, l’innovazione rappresenti una chiave per la trasformazione delle sfide in opportunità e che l’uso della tecnologia sia un’importante fattore abilitante di queste comunità».

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