Banda larga, Interrogazione di De Menech per sollecitare l’attivazione delle linee veloci

Roma, 30 ottobre 2020

Il deputato bellunese Roger De Menech ha presentato oggi un’interrogazione al Ministro dell’Innovazione e Digitalizzazione per sapere quali azioni intenda attuare, anche attraverso la sollecitazione agli operatori di telecomunicazione, al fine di fornire servizi che garantiscano una connessione idonea anche e soprattutto agli istituti scolastici che già utilizzano la didattica a distanza e cosa intenda fare per incentivare e ridurre ulteriormente il digital divide.

L’interrogazione prende spunto dalla situazione del Liceo Renier di Belluno a cui era stato assicurato l’attivazione entro l’inizio dell’anno scolastico di una linea veloce. A luglio scorso, il Liceo Renier di Belluno ha fatto richiesta alla compagnia Telecom per l’attivazione di una linea da 200 megabyte. La risposta della compagnia garantiva l’attivazione entro il 14 settembre. Ad oggi, invece, la linea non è ancora attiva e l’istituto, con cadenza settimanale, continua a sollecitare per poter garantire la didattica a distanza. Per evitare problemi di sovraccarico della rete, la scuola si è vista costretta a invitare gli insegnanti ad essere fisicamente a scuola per il tempo strettamente necessario. «Anche in questo caso i problemi sono nell’ultimo miglio», ricorda De Menech. «La dorsale di banda larga è già stata posata, ma manca l’attivazione della centralina».

Il progetto avviato dai governi Renzi e Gentiloni per ridurre il digital divide, doveva concludersi entro il 2020 e prevedeva che tutta la popolazione avesse accesso a servizi di rete con velocità non inferiori a 30 Mb/s e che almeno la metà possa usufruire di velocità intorno al 100 Mb/s. Per le infrastrutture di banda larga nella provincia di Belluno sono stati stanziati 33.458.348 euro. Il fabbisogno di banda larga e ultralarga nel Bellunese tocca una popolazione di 117 mila persone, oltre 80 mila abitazioni e un totale di quasi 50 mila edifici.

Secondo un report dell’Unione Europea delle Cooperative (Uecoop), che ha rielaborato i dati Istat, in Italia 1 famiglia su 4 (25,3%) non dispone di un accesso Internet a banda larga in grado di supportare senza problemi massicci flussi di dati e collegamenti audio video necessari alla didattica on line. Un’indagine dell’Autorità garante delle comunicazioni (Agcom) sullo stato della connettività internet delle scuole italiane indicava a giugno che su 75.361 edifici scolastici censiti il 42% risulta coperto da servizi a banda ultralarga, con prestazioni teoriche superiori ai 100 Mbps (megabit al secondo).

La connettività Internet delle scuole Italiane presenta ancora enormi criticità ed eterogeneità territoriale. Nell’interrogazione, De Menech ricorda che il Dpcm del 24 ottobre 2020 ha previsto che nelle scuole superiori la didattica a distanza copra almeno il 75% dell’orario di lezione. Dal 28 di ottobre, quindi, in tutte le scuole superiori della Provincia di Belluno erano presenti solo il 25% degli studenti; il restante 75% ha seguito le lezioni da casa. Negli ultimi anni, moltissimi istituti hanno investito e tuttora stanno investendo nel potenziamento delle risorse digitali: pc, videoproiettori, dispositivi e attività che richiedono una connessione a internet in tutte le aule. L’assenza di una connettività idonea limita gli sforzi delle istituzioni scolastiche fatti finora.

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