Belluno, emergenza carceri. Noro: «Cambiare la narrazione ottimistica per affrontare i problemi»
Gli ultimi episodi di violenza e criticità nel carcere di Baldenich devono farci riflettere seriamente sullo stato in cui versa l’istituzione carceraria. È necessario ammettere che qualcosa non stia funzionando. Per anni, la narrazione del carcere bellunese è stata quella di una struttura ottimale se non addirittura eccellente, considerata la grande quantità di detenuti impiegati nelle attività lavorative. Questo aspetto, sicuramente lodevole e fondamentale, non può però nascondere alcune gravi mancanze, strutturali ed educative, da tempo presenti nella casa circondariale di Belluno.
Nell’ispezione fatta a settembre, con la deputata del Partito Democratico Rachele Scarpa, avevamo già evidenziato alcune gravi carenze: la struttura vecchia e fatiscente, con sole tre docce nella sezione ordinaria, dove in quel periodo erano presenti 70 detenuti; la necessità di un supporto psicologico regolare ed accessibile; la necessità di mediatori culturali all’interno della struttura, visti i tanti detenuti stranieri. Per non parlare della situazione di sovraffollamento, semplicemente lesiva della dignità umana.
In tutto questo, l’unica preoccupazione del senatore Luca De Carlo (rappresentante del governo) è stata quella di dichiarare la sua vicinanza alle forze di polizia penitenziaria. Ricordiamo pure al senatore che gli agenti, prima della sua fondamentale testimonianza, avrebbero forse bisogno di altro: ad esempio, delle ragioni per cui l’organico è ancora così sottodimensionato dopo mesi e mesi di segnalazioni (sono solo 80 gli agenti operativi su un organico che dovrebbe contare 122 unità). Inoltre, proprio in queste ore è di attualità la notizia per cui il Governo non avrebbe condiviso con il Quirinale la nomina del nuovo capo della polizia penitenziaria (annunciata sui giornali ma non ancora arrivata in Consiglio dei Ministri), dopo le dimissioni di Giovanni Russo dal DAP. Una “dimenticanza” piuttosto grave ed irrituale, considerato che è proprio il Quirinale a formalizzare questa nomina, in un momento storico dove il sistema carcere nazionale pare davvero vicino al collasso. Insomma, oltre alla solidarietà, chi governa dovrebbe anche produrre fatti.
Davide Noro, Segretario PD Città di Belluno
