Caro energia e bollette, le proposte del PD per difendere il potere d’acquisto delle famiglie

Caro energia e bollette: principali proposte e azioni

Le 5 azioni del PD contro il caro bollette:

– Controllo dei prezzi dell’energia elettrica, con l’introduzione in via transitoria per 12 mesi di un regime di prezzi amministrati per l’energia elettrica attraverso la fissazione di un tetto nazionale al prezzo dell’elettricità (100 euro/Mwh) per imprese e utenze domestiche.
– Un nuovo contratto “luce sociale” per microimprese e famiglie con redditi medi e bassi con fornitura elettrica prodotta totalmente da fonti rinnovabili e gratuita fino ad un massimo di 1.350 KWh/anno per famiglia (pari al 50% del consumo medio), con prezzi comunque calmierati sulla parte eccedente.
– Raddoppio del credito d’imposta per compensare per gli extra-costi delle imprese per gas e elettricità a partire dal mese di giugno di quest’anno (dal 25 al 50 per cento per le imprese energivore e gasivore; dal 15 al 30 per cento per le altre imprese), da finanziare con la proroga e l’estensione del contributo straordinario sugli extra profitti delle imprese energetiche.
– Un grande piano nazionale di risparmio energetico, incentivando gli investimenti delle imprese in efficienza energetica e ulteriore semplificazione delle procedure per la produzione di energia da fonti rinnovabili nel quadro dell’accelerazione della transizione ecologica che abbiamo messo come punto centrale del nostro programma.
– Pressione a livello UE per l’introduzione di un tetto europeo al prezzo del gas.

Italia 2027: la nostra visione

L’aumento del costo della vita, causato dalle conseguenze della pandemia e dalla crisi energetica sta mettendo in seria difficoltà le famiglie e le imprese del nostro Paese.

Crescono i prezzi dei carburanti e delle materie prime, aumentano le bollette, la spesa è più cara, per molte famiglie è sempre più difficile arrivare alla fine del mese. In questo contesto il prezzo maggiore lo sta pagando chi già si trova in difficoltà, chi già fa fatica a gestire le
spese della vita quotidiana o dell’attività d’impresa.

Da Agosto 2021 il prezzo del gas è aumentato del 1100% in un anno. Secondo Arera dal prossimo ottobre le bollette aumenteranno ulteriormente, di oltre il 100% rispetto all’ultimo trimestre. Senza un intervento articolato, capace di coniugare risposta immediata e visione di lungo periodo, caro energia e inflazione rischiano di frenare la crescita economica del nostro Paese, aggravare le disuguaglianze e aprire una profonda crisi sociale.

Continueremo la nostra azione a livello europeo per determinare un accordo europeo sul tetto al prezzo del gas, perché solo una dimensione europea può contrastare credibilmente le speculazioni in atto sul gas.

In attesa di un accordo a livello UE vogliamo essere i più netti e i più coraggiosi nel fronteggiare questa sfida, per evitare che a pagarne il prezzo siano ancora le famiglie e le imprese, paralizzando il paese. Proponiamo una serie di misure articolate basate sulla determinazione di un tetto al prezzo dell’elettricità, sull’introduzione di un contratto “luce sociale” per famiglie e micro-imprese, sul raddoppio del credito d’imposta per compensare gli extra costi energetici per le imprese a partire dal mese di giugno di quest’anno e su un programma credibile di investimenti per raggiungere l’obiettivo di 85GW di rinnovabili in più in Italia entro il 2030, dal momento che il costo delle energie rinnovabili, oggi legato a quello del gas, possa essere disallineato e agire da meccanismo calmierante dei prezzi dell’energia.

Vogliamo introdurre, in via transitoria per 12 mesi, un regime di prezzi amministrati per l’energia elettrica fissando un tetto nazionale al prezzo dell’elettricità (100 euro/Mwh) per imprese e utenze domestiche, riconoscendo ai produttori una remunerazione maggiore per la sola energia prodotta da gas o carbone. Introdurremo un nuovo contratto “luce sociale” per micro-imprese e famiglie con redditi medi e bassi basato su un’offerta di energia da fonti rinnovabili a prezzi inferiori a quelli di mercato gestita dalla società pubblica Acquirente Unico:

  • acquisto aggregato di energia elettrica da parte di Acquirente Unico a condizioni commerciali favorevoli con contratti di lungo periodo da produttori di rinnovabili e comunità energetiche beneficiarie di contributi pubblici;
  • messa a disposizione dell’energia elettrica a prezzi inferiori a quelli di mercato per famiglie a reddito medio e basso: gratuita con sovvenzione pubblica fino ad un massimo di 1.350 KWh/anno per famiglia, pari al 50% del consumo medio; a prezzi calmierati sulla parte eccedente).

Vogliamo rendere operative le misure di “Electricity Release” (con il rilascio di almeno 25 TWh di energia a prezzi calmierati e l’impegno dei settori manifatturieri ad investire in capacità di produzione equivalente con priorità di accesso alle aree idonee) e “Gas Release” (attribuendo priorità all’utilizzo delle risorse nazionali di gas) previste dall’art. 16-bis del Decreto Legge 17/2022.

Inoltre, per compensare gli extra-costi energetici delle imprese, proponiamo il raddoppio dal terzo trimestre di quest’anno (dal 25 al 50 per cento per le imprese energivore e gasivore; dal 15 al 30 per cento per le altre imprese) e la proroga per il quarto trimestre 2022 dei crediti d’imposta per i consumi di energia e gas delle imprese, da finanziare con la proroga e l’estensione del contributo straordinario sugli extra profitti delle imprese energetiche.

Vogliamo, ancora, introdurre, sulle linee del modello tedesco, una misura di parziale compensazione per le imprese energivore dei costi di emissione indiretti in base all’ETS (il sistema di scambio di quote di emissione della UE), con il vincolo per le imprese beneficiarie di adottare misure di efficientamento energetico e di aumento della quota di consumi da fonti rinnovabili.

Vogliamo prevedere l’estensione a tutta Italia del credito d’imposta per l’efficienza energetica delle imprese, introdotto dall’art. 14 del DL 17/2022, per incentivare gli investimenti mirati ad ottenere una migliore efficienza energetica ed a promuovere la produzione di energia elettrica derivante da fonti rinnovabili. Il credito d’imposta è pari al 45% per le piccole imprese, al 35% per le medie e al 25% per le grandi.

A queste misure, più in prospettiva, vogliamo affiancare la promozione di un piano di abbattimento dei consumi energetici nel settore pubblico e accelerare l’adozione dei provvedimenti attuativi per sviluppare le Comunità Energetiche Rinnovabili (CER), gruppi di soggetti (PMI, enti locali, enti del terzo settore, privati cittadini) che si associano creando una rete locale di impianti che genera e condivide energia da fondi rinnovabili.

Dal punto di vista del reddito, proponiamo un piano per difendere il potere d’acquisto delle famiglie, impedendo subito che il peso maggiore di questa crisi pesi sulle spalle dei più deboli. Lo faremo con un intervento per dare una mensilità in più ai lavoratori attraverso un taglio strutturale del cuneo fiscale e attraverso l’aumento del valore e della platea delle dei pensionati beneficiari della “quattordicesima”. Gli incentivi al rinnovo dei CCNL scaduti e al welfare aziendale rappresentano altri interventi di sostegno ai lavoratori.

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