Parco nazionale Dolomiti Bellunesi, De Menech (PD): «Aumentare la distanza con la società può diventare un problema»

Le dimissioni del sindaco di Val di Zoldo, Camillo De Pellegrin, dal Consiglio direttivo del Parco nazionale delle Dolomiti Bellunesi non sono un segnale positivo. In primis per l’Ente Parco, che dovrebbe curare e coltivare le relazioni proprio attraverso i sindaci e gli amministratori di quei comuni sul cui territorio insiste.

Secondo il deputato bellunese Roger De Menech, la vicenda dello stop alla gara automobilistica Pedavena – Croce d’Aune, “al di là di alcuni aspetti grotteschi per cui si preclude la possibilità di svolgere un evento sportivo su una strada aperta al traffico veicolare, ripropone uno scontro tra ambientalismo e il resto della società. Questo atteggiamento è un errore, in primo luogo culturale“.

Il Parco è una risorsa per tutti” prosegue il deputato. “Per la tutela che offre, per i progetti di ricerca che è in grado di sviluppare in connessione con gli atenei italiani ed europei, per le economie che inevitabilmente muove. Le esigenze di tutela del Ministero, quindi dello Stato e dei Comuni, in realtà coincidono. Proprio per questo è pericoloso oggi spezzare quest’unione e polarizzare l’opinione pubblica. Tuttavia, ricordo che ci sono voluti oltre vent’anni per arrivare alla sua istituzione e gran parte di quei due decenni fu spesa per vincere le resistenze delle popolazioni e delle amministrazioni locali. L’idea che pochi illuminati sono portatori di valore e di verità è purtroppo un problema ricorrente”.

Non abbiamo alcun bisogno di riproporre contrapposizioni del secolo scorso. Abbiamo necessità di dialogo, non di intransigenza, di capacità di relazionarsi con l’esterno, non di chiusura. Il Parco delle Dolomiti Bellunesi è un asse fondamentale dello sviluppo per il Bellunese e per il Veneto e non può essere bruciato sull’altare dell’intransigenza, lo sforzo deve essere quello di trovare le soluzioni, anche innovando” conclude De Menech.

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