18 Gennaio 2026
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No alla chiusura della ferrovia Ponte-Calalzo. Un attacco alla montagna e alla sua dignità

Il Partito Democratico Belluno Dolomiti esprime ferma e totale contrarietà alla possibile chiusura della tratta ferroviaria Ponte nelle Alpi – Calalzo. Sarebbe un colpo durissimo per il Cadore, per tutta la provincia e per la montagna bellunese.

È inconcepibile che, dopo importanti investimenti pubblici per il rifacimento delle stazioni e delle infrastrutture, si stia ora profilando il rischio concreto della soppressione definitiva del servizio, proprio a ridosso delle Olimpiadi invernali Milano-Cortina 2026. Se questa dev’essere la “legacy olimpica”, siamo di fronte a un clamoroso fallimento politico e strategico.

Purtroppo, sul fronte del trasporto ferroviario, il Governo e il senatore Luca De Carlo si sono distinti in questi anni solo per misure spot, senza alcuna visione di lungo periodo. Emblematico è stato il caso dell’Espresso Roma-Calalzo, costoso, incoerente, durato il tempo di un articolo di giornale e poi frettolosamente soppresso per manifesta insensatezza.

Ci chiediamo dove fossero il senatore De Carlo e la vicepresidente della Provincia Silvia Calligaro, con delega alla viabilità, quando si preparava questo disastro annunciato. La verità è che la tratta è già stata chiusa per 6 mesi su 12 nel 2025, spesso senza ragioni tecniche reali. Siamo davanti a un depontenziamento sistematico, che riduce l’affidabilità del servizio, scoraggia i passeggeri e offre alibi per giustificarne la chiusura. È una strategia chiara e pericolosa, che punta alla lenta eutanasia del trasporto ferroviario in montagna.

Come se non bastasse, il taglio dell’offerta commerciale ha riguardato anche il mese di agosto, proprio nel periodo di massima affluenza turistica e di maggior utilizzo della linea da parte di chi viaggia verso il Cadore e le Dolomiti. Un momento in cui la presenza di numerosi cicloturisti, anche stranieri, renderebbe fondamentale un servizio efficiente e un’integrazione gomma–ferro ben organizzata, che purtroppo risulta ancora carente.

Sarebbe del tutto insensato, peraltro, chiudere la tratta proprio ora che verrà realizzato il collegamento ferroviario diretto tra la stazione di Venezia Mestre e l’aeroporto Marco Polo di Venezia. Un’opera che renderà l’accesso al Cadore e alla provincia di Belluno ancora più agevole per i turisti, e che dovrebbe semmai aumentare il valore strategico della tratta ferroviaria Ponte-Calalzo, non certo giustificarne la chiusura.

Come PD Belluno Dolomiti, abbiamo sempre sostenuto la centralità del trasporto su rotaia, non solo per la salvaguardia della tratta esistente, ma anche per il suo pieno sviluppo: fino a Cortina e attraverso la realizzazione della nuova linea Feltre–Primolano, che rappresenterebbe un collegamento ferroviario fondamentale tra Belluno e Trento, aprendo nuove prospettive per l’intera area dolomitica.

Proprio ieri, come PD di Belluno, abbiamo discusso di questi temi con Giovanni Manildo, candidato del centrosinistra alla presidenza della Regione Veneto, condividendo con lui l’idea non solo di salvaguardare, ma anche di potenziare e sviluppare il servizio ferroviario bellunese.

Ora è il momento di agire con urgenza. Porteremo il tema nei Consigli Comunali e in quello Provinciale, chiedendo atti concreti e impegni istituzionali chiari. La prima richiesta è che la linea venga utilizzata in modo continuativo per tutto l’anno, e non solo in maniera stagionale o “a singhiozzo”. Solo con una gestione stabile e regolare si possono pianificare corse adeguate, attirare utenti e restituire dignità al servizio ferroviario.

La montagna ha bisogno di servizi pubblici stabili, accessibili ed efficienti. E i trasporti rappresentano la colonna portante di qualsiasi progetto di sviluppo credibile.

Non possiamo e non dobbiamo permettere la chiusura della tratta. Sarebbe un atto di abbandono istituzionale inaccettabile.

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