17 Gennaio 2026
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Siccità, Martella (PD): «Gestione regionale improvvisata»

Smog alle stelle d’inverno, siccità record d’estate: ogni stagione ha le sue croci. Ma se ogni anno, in modo crescente, si ripete questo copione, significa che un vuoto di intervento esiste e che non possono esserci sempre delle scusanti da scaricare altrove.

«Se è vero che determinati fenomeni sono globali, e che il negazionismo climatico va messo definitivamente agli archivi, è anche indiscutibile che spetta a tutti arginarli o almeno non trovarsi impreparati. E se la Regione ha il compito di tutelare il proprio territorio, non è concepibile che puntualmente la risposta alle emergenze sia quella di rifugiarsi all’ombra dell’aiuto di Stato». La presa di posizione, a commento dell’emergenza idrica in atto, è del Segretario del PD Veneto, Andrea Martella.

«É da anni, non da ieri, che la carenza idrica si fa sentire. La situazione dei nostri fiumi, in primis il Po, è drammatica, in un crescendo che oggi ci mette di fronte ad un picco che non si registrava da decenni. I rischi economici per l’agricoltura stanno diventando elevatissimi e la carenza di acqua rischia anche di moltiplicare una crisi energetica già in atto con il caro bollette. La cosa grave», secondo il segretario, «è l’essere arrivati, dopo anni di segnali evidenti, globali, a questa gestione territoriale improvvisata. E il motivo è chiaramente legato all’assenza di programmazione e di investimenti per interventi che vanno dai nuovi invasi alla lotta contro gli sprechi e le perdite degli acquedotti, fino ad un piano per l’irrigazione regionale con tecniche innovative e alle campagne informative rivolte ai cittadini».

Serve la volontà politica di affrontare l’emergenza climatica

«I fenomeni», aggiunge Martella, «non possono essere solo descritti. Non serve più monitorare la situazione e attendere. Al contrario, è necessario agire subito contro questa emergenza, facendo scelte che guardino oltre il razionamento e la stagione estiva. Ci vuole la volontà politica di affrontare direttamente i problemi: tanto nel caso dell’emergenza smog quanto sul fronte della siccità. É indispensabile una strategia, da mettere in atto attraverso un tavolo istituzionale che veda la presenza di tutte le forze economiche e sociali, a partire dal mondo agricolo, che si ritrova in grave sofferenza. Senza attendere con le mani in mano un salvataggio da Roma».

«Lo abbiamo denunciato alla fine di un inverno senza pioggia e neve e più volte nelle scorse settimane: la Regione del Veneto non può assistere immobile alla peggiore siccità degli ultimi 70 anni. Anche a dichiarare lo stato di emergenza se necessario. I fiumi principali del nostro territorio sono ridotti a rigagnoli: Po, Piave, Brenta e Adige in una situazione di calo di portata eloquente e gravissima» aggiunge Matteo Favero, responsabile Forum Ambiente e Infrastrutture del PD Veneto. «Gli effetti di questa grande sete sono immediatamente visibili e le conseguenze si osserveranno a distanza di mesi. Per questo, anche con il razionamento, si stima una perdita tra il 50% e il 100% dei raccolti tradizionali per l’agricoltura veneta e bisogna già oggi lavorare per le riserve del prossimo autunno. La Regione Veneto deve, senza altri ritardi, fare i conti con una sfida epocale e sempre più frequente promuovendo politiche efficaci per garantire questa risorsa vitale. Le nostre proposte ci sono: nuovi invasi, lotta agli sprechi e alle perdite degli acquedotti, verifica del reticolo irriguo e della salute dei corpi idrici, un piano per l’irrigazione regionale con tecniche innovative e di precisione come la pluvi-irrigazione, riutilizzo dell’acqua per usi non civili, campagne informative ai cittadini. Le risorse economiche – anche europee – non mancano».

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