15 Aprile 2026
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Idroelettrico, via libera all’odg sulle gare. Del Bianco: «Passaggio fondamentale, avanti con ruolo centrale per Belluno»

La partita delle concessioni idroelettriche in scadenza nel 2029 entra nel vivo del confronto politico regionale, confermandosi come una delle questioni più strategiche per il futuro del Veneto. Il tema era già stato posto nei giorni scorsi dal consigliere regionale del Partito Democratico Alessandro Del Bianco, che in sede di discussione del DEFR aveva proposto un emendamento per impegnare la Regione a una posizione chiara sulle gare. In quella fase, l’assessore regionale Massimo Bitonci aveva chiesto il ritiro dell’emendamento, proponendo di affrontare il tema con un ordine del giorno collegato direttamente alla legge di bilancio, con l’obiettivo di costruire un testo condiviso tra le diverse forze politiche.

Accogliendo questa impostazione, Del Bianco ha quindi ripresentato la proposta sotto forma di ordine del giorno, che – dopo una fase di confronto e mediazione tra i gruppi – è arrivato in discussione nella tarda serata di ieri, nel pieno della maratona di bilancio. Il risultato è un documento condiviso che riconosce esplicitamente la necessità di procedere all’assegnazione delle grandi concessioni idroelettriche tramite gare pubbliche. L’ordine del giorno evidenzia inoltre la necessità di valorizzare il ruolo dei soggetti pubblici, con particolare riferimento alla Provincia di Belluno, quale territorio su cui insiste la gran parte degli impianti e che dovrà avere un ruolo centrale nella futura gestione. Un passaggio politico significativo, rafforzato dal sostegno trasversale raccolto in Consiglio regionale.

«Il passaggio di ieri ha segnato senza dubbio un momento importante» dichiara Alessandro Del Bianco. «Si afferma la necessità di fare le gare, quindi di evitare qualsiasi proroga. Ancora più significativo è il riconoscimento del ruolo della Provincia di Belluno che ora dovrà dimostrare nei fatti di voler partecipare sul serio alla partita. La strada è ancora lunga e le opzioni sul tavolo sono molte. Sarà necessario valutare quale modello societario costruire, come coinvolgere i soggetti pubblici e quale ruolo attribuire alla Provincia non solo nella partecipazione, ma anche nella fase preliminare, che dovrà necessariamente portare a una revisione dei disciplinari di utilizzo dei bacini. Su questi aspetti avanzeremo presto una nostra proposta».

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