Targhe estere. De Menech: “Dopo la sentenza Corte Ue, rivedere il Codice della Strada”

«Dovremo rivedere la norma del Codice della Strada che vieta a chiunque sia residente da oltre 60 giorni di circolare sul territorio italiano con un veicolo immatricolato in altro Stato membro».

Il deputato bellunese Roger De Menech coglie lo spunto della recente sentenza della Corte di Giustizia europea per sollecitare la revisione di una norma particolarmente penalizzante per chiunque abbia interessi, lavoro e imprese in uno o più dei 27 stati membri dell’Unione, ma desideri mantenere la residenza in Italia.

«È il caso di migliaia di bellunesi», ricorda De Menech, «che hanno gelaterie e attività imprenditoriali in Austria, Svizzera, Germania, Slovenia, Francia, Belgio e Lussemburgo e allo stesso tempo non desiderano recidere le radici con la terra d’origine. Fra l’altro gran parte di queste persone ha proprietà immobiliari in Italia e con la residenza italiana paga la rispettiva quota di tasse».

Introdotta dalla Lega nel dicembre 2018 con un Decreto del Ministero dell’Interno, la norma aveva creato da subito disservizi e reso più difficile la vita per decine di migliaia di famiglie che dividono il loro tempo tra la residenza italiana e il domicilio europeo. Nel 2020 un emendamento dei senatori del Partito Democratico ha rimosso i blocchi automatici dei veicoli con targa straniera, risolvendo in parte il problema.

Ora la sentenza del giudice europeo, che ritiene la norma italiana un ingiusto impedimento alla libera circolazione dei beni e delle persone, è un ulteriore passo avanti verso la soluzione definitiva del problema creato dalla Lega nel 2018: «Basterebbe prendere atto che per tutti noi i confini sono quelli del continente e non più quelli dello stato italiano», conclude De Menech, «In questo spazio allargato le opportunità di crescita, di lavoro, di arricchimento culturale e sociale sono di gran lunga maggiori delle problematicità connesse alla nuova dimensione».

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