Canoni idrici, Lotto: “Più garanzie per Belluno”

L’emendamento sul riordino delle concessioni idroelettriche presentato dal Partito Democratico alla legge di conversione del decreto ‘Cura Italia’ risponde all’esigenza di dipanare la matassa che finora ha bloccato il rinnovo delle concessioni e di sbloccare i relativi investimenti. «Dal nostro punto di vista», aggiunge la Segretaria provinciale PD Monica Lotto, «quel provvedimento aggiunge certezze che finora non avevamo».

Gli effetti del provvedimento

In primo luogo obbliga a fare le gare per il rinnovo delle concessioni, rispettando i principi di concorrenza, assenza di conflitto di interessi e pari opportunità tra gli operatori.

Il secondo effetto è la garanzia della tutela delle acque con un canone aggiuntivo che dovrà essere obbligatoriamente destinato al miglioramento e risanamento ambientale del bacino idrografico di riferimento, nonché come misura di compensazione territoriale a favore degli enti locali interessati.

Inoltre, per la prima volta viene fissato per legge un limite minimo della quantità di risorse derivanti dai canoni che le Regioni dovranno versare alle Province montane di Sondrio, Verbania e Belluno.

Infine, è previsto un aumento dei sovracanoni al momento del rinnovo delle concessioni: si tratta di 12 milioni a livello nazionale, ma sappiamo già che Belluno avrà una quota importante poiché tra i principali produttori di energia idroelettrica in Italia.

Il riconoscimento della specificità bellunese

«La misura», afferma Lotto, «fra l’altro riconosce ancora una volta la nostra specificità territoriale ed è un passo di non ritorno rispetto a quanto dovuto dalla Regione al Bellunese e ai bellunesi. Dov’è il problema se una legge nazionale definisce un minino che ora non è stabilito? Questo garantisce un introito, anche nel caso sciagurato in cui la Regione decida diversamente rispetto al nostro diritto già riconosciuto dalle legge su demanio idrico del 2007».

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