Contributi prima casa in montagna, emendamento bocciato dalla Lega

Belluno, 20 dicembre 2020

Il Consiglio regionale ha bocciato un emendamento alla finanziaria 2021 per il sostegno all’acquisto, al recupero e alla costruzione di abitazioni nei comuni montani. Il provvedimento avrebbe avuto un impatto minimo sul bilancio regionale, appena 4,5 milioni di euro, ma notevole per i nuclei famigliari con reddito inferiore a 75 mila euro che avrebbero potuto essere destinatari di contributi fino a 20 mila euro per l’acquisto o la ristrutturazione della prima casa.

«Avevamo sollecitato da tempo questo provvedimento», spiega la Segretaria provinciale del PD Monica Lotto, «sulla scorta di quanto fa l’Emilia Romagna – il cui impegno a dire il vero è di 30 milioni l’anno per la prima casa delle famiglie. Ma anche riprendendo il sostegno ai nuclei famigliari che la stessa Regione Veneto prevedeva prima dell’avvento di Zaia».

L’emendamento è stato presentato dal gruppo consiliare del PD in Consiglio regionale con la relatrice di minoranza Vanessa Camani che ha ricordato l’urgenza di frenare lo spopolamento montano, un fenomeno «riconosciuto ed evidente già negli anni ’80 ma forse non compreso fino in fondo nelle sue proporzioni, che colpiscono più di tutte Belluno, unica provincia veneta interamente montana». 

Se nel 1981 la popolazione bellunese superava i 220mila abitanti, nel 2017 era sotto le 206mila unità (con appena 24.600 giovani sotto i 15 anni, cioè il 12%).

Serve più attenzione alla montagna da parte della Regione

«L’attenzione alla montagna per noi è fondamentale», ricorda il capogruppo del PD in Consiglio, Giacomo Possamai, «per ragioni storiche è sempre stato il centrosinistra a tutelare la montagna in Veneto e in questo momento in particolare, perché per la seconda legislatura non abbiamo alcun consigliere bellunese dell’opposizione e quelli di maggioranza tengono la posizione della giunta, non certo quella dei bellunesi».

«Le aree montane e periferiche sono cruciali nella coesione territoriale dell’intera regione», conclude Lotto, «anche perché se sta bene la montagna sta meglio la pianura. Con questo provvedimento si poteva cominciare. Invece la maggioranza ha perso l’ennesima occasione per dimostrare un interesse verso il Bellunese».

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