Chiusura Ideal Standard, promesse tradite: il MISE agisca immediatamente

La decisione di chiudere lo stabilimento Ideal Standard di Trichiana è una presa in giro per i lavoratori e per le amministrazioni locali. I timori degli oltre 400 dipendenti dell’ex-Ceramica Dolomite sono diventati realtà quando ieri la multinazionale ha annunciato di voler terminare le attività nell’ultimo stabilimento italiano rimasto dopo l’abbandono negli anni passati delle sedi in Friuli Venezia Giulia e nel Lazio.

«La decisione annunciata oggi da Ideal Standard di chiudere la fabbrica di Trichiana è contro ogni logica e un tradimento delle rassicurazioni e degli accordi presi dalla stessa proprietà con il Governo italiano solo pochi mesi fa» affermano il deputato bellunese Roger De Menech e la Segretaria provinciale del Partito Democratico, Monica Lotto, in una nota congiunta. 

«Tutte le istituzioni facciano tutto il possibile per scongiurare le drammatiche conseguenze sociali ed economiche di questa decisione» è l’appello della Segretaria del Circolo PD di Borgo Valbelluna, Alessia Telese. «Questa decisione è uno schiaffo in faccia ai 450 lavoratori che in questi anni hanno addirittura accettato di rimetterci in prima persona, pur di far andare avanti l’azienda con nuovi investimenti. Inoltre, tra Ideal Standard e Acc, parliamo di oltre 700 lavoratori e altrettante famiglie, un terremoto socio-economico per la comunità di Borgo Valbelluna e per tutta la provincia».

Per il Partito Democratico Bellunese, «iI Governo e in particolare il Ministro dello Sviluppo Economico dovranno agire immediatamente per scongiurare il trasferimento all’estero della produzione e, cosa ancora più grave, di un marchio storico dell’industria italiana, come Ceramica Dolomite».

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