18 Maggio 2024
Ambiente & TerritorioNews

Olimpiadi, Del Bianco: «Pista da bob e Villaggio olimpico, Zaia dia delle risposte»

Vorremmo che i Giochi olimpici di Milano Cortina 2026 diventassero un grande momento di rilancio di tutto il territorio bellunese e non le Olimpiadi delle occasioni perdute. Le notizie lette ieri sulla stampa relative ai ritardi, all’aumento dei costi e le conseguenti attenzioni della Corte dei Conti ci allarmano e non poco. Siamo infatti molto preoccupati per i grandi ritardi delle opere viabilistiche che, a giudicare dalle tempistiche, verranno realizzati soltanto dopo i Giochi.

Assistiamo esterrefatti al dibattito sulla pista da bob: i costi sono raddoppiati, con buona pace delle promesse di Zaia, ma soprattutto non ci risulta sia mai stata fatta chiarezza sulla gestione futura dell’impianto. Quanto costerà la gestione? Si parla di cifre superiori al milione di euro all’anno. Chi metterà queste risorse?

Ad oggi ci risulta essere agli atti una comunicazione ufficiale della Provincia in cui l’ente comunica alla Regione che non intende essere della partita della gestione. Inoltre nella delibera della Provincia di Belluno in cui si sottoscrive l’accordo di programma per la realizzazione della pista (delibera n.12 del 22/03/2022) si trova indicato testualmente che per assicurare la sostenibilità economica dell’impianto nel periodo successivo allo svolgimento dei Giochi, già in fase di candidatura, la Regione del Veneto, il Comune di Cortina d’Ampezzo e le Province autonome di Trento e di Bolzano hanno sottoscritto una lettera di intenti, con la quale hanno manifestato l’intenzione comune di supportare finanziariamente l’impianto di bob “Eugenio Monti”, secondo modalità da definirsi con successivo accordo pluriennale. Ebbene cosa si dice in questa lettera d’intenti? Quanti soldi metterà la Regione del Veneto per la gestione dell’impianto? E le province autonome con che modalità e che fondi parteciperanno? Crediamo che i cittadini abbiano diritto di sapere. Per questo stiamo lavorando con i nostri consiglieri regionali per proporre un’interrogazione puntuale in Consiglio Regionale e obbligare il presidente Zaia a dare delle risposte! Non si possono spendere 124 milioni per un impianto su cui ad oggi non c’è nessuna chiarezza sulla futura gestione. Quella cifra sarebbe sufficiente per mettere in sicurezza tutte le scuole della provincia e si poteva lavorare anche su tutte le strutture fondamentali per gli sport invernali come, ad esempio, i tre palazzetti del ghiaccio di Feltre, Pieve di Cadore ed Alleghe su cui ad oggi non è previsto nessun investimento.

Siamo molto perplessi anche sul concetto di Legacy, ovvero sull’eredità che i Giochi avranno sul territorio. Proprio questo era, in origine, il principale punto di forza del dossier olimpico. Mentre a Milano il villaggio olimpico è già progettato per diventare uno studentato, qui si discute ancora su un villaggio usa e getta a Fiames. Per noi non è accettabile. Continuiamo a sostenere l’ipotesi del recupero del villaggio Eni per lavorare in prospettiva sul tema della residenzialità in montagna.

Fino ad ora la Regione del Veneto ha sempre dichiarato che l’ipotesi Borca non sarebbe percorribile per via del rischio idrogeologico. Ci risulta che la Provincia in questo senso abbia già compiuto investimenti importanti e riteniamo che – a maggior ragione – le Olimpiadi possano essere l’occasione per portare a termine la sicurezza dell’area. Anche su questo vogliamo però chiarezza. Se davvero la Regione ritiene che la zona sia a rischio allora proceda all’evacuazione di tutte le abitazioni (oggi abitate) che si troverebbero in zona di massimo rischio. Non possono infatti esserci due pesi e due misure su un tema così importante.

Il PD Belluno Dolomiti continuerà ad occuparsi nelle prossime settimane di questo argomento, come è stato fatto nei giorni scorsi in una partecipatissima assemblea provinciale in cui sono stati coinvolti anche altri soggetti politici del centro sinistra e del mondo associativo. È necessario che le Olimpiadi diventino una occasione di crescita per tutto il bellunese, non una mera passerella senza prospettive.

 

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