Spopolamento, la Regione nega il fondo da 20 milioni per l’abitare in montagna

Invertire il trend che vede un calo costante della popolazione dei Comuni montani del Veneto e rimettere in moto l’economia di queste zone. Era questo l’obiettivo di un doppio emendamento che il Capogruppo PD in Consiglio Regionale Giacomo Possamai ha presentato in sede di discussione di bilancio, con il quale si chiedeva alla Regione Veneto di stanziare fondi per garantire contributi a fondo perduto a chi decide di acquistare, ristrutturare o costruire casa nei Comuni montani del Veneto.

In Emilia-Romagna oltre 700 coppie sono tornate ad abitare l’Appennino grazie ai contributi regionali destinati ai nuclei famigliari che acquistano o ristrutturano un’abitazione in una località di montagna. In Veneto, la maggioranza in Consiglio regionale ha bocciato l’analoga proposta del Partito Democratico.

Nel dettaglio «la proposta prevedeva uno stanziamento di 20 milioni l’anno per i prossimi tre, destinati a nuclei familiari con reddito inferiore a 75mila euro, con un contributo massimo pro capite da 20mila euro e una premialità per chi ha figli minori» spiega Possamai. «Una scommessa che pensiamo potesse essere vincente, come del resto testimonia l’Emilia Romagna, dove una simile iniziativa ha avuto un tale successo da vedere un eccesso di domande e un raddoppiamento dei fondi. In quel caso, inoltre, gran parte dei lavori sono stati affidati a imprese del territorio, avviando un circuito virtuoso. Ed è interessante notare che la maggior parte dei beneficiari sono giovani coppie con età media di 30 anni: significa che invertire la tendenza è possibile se si creano le giuste precondizioni».

«Siamo dispiaciuti che si faccia ideologia e si politicizzi una misura concreta di contrasto allo spopolamento», afferma la Segretaria provinciale del Partito Democratico, Monica Lotto. «Fra l’altro, sarebbe stata l’occasione giusta per riprendere un’iniziativa attuata proprio in Veneto negli anni Novanta da una giunta regionale di centrodestra. All’epoca, le giovani coppie ricevevano un contributo a fondo perduto fino a 30 milioni di lire per l’acquisto o la ristrutturazione delle abitazioni e la graduatoria prevedeva un punteggio maggiore per chi sceglieva i comuni di montagna». 

«Spiace inoltre che la maggioranza in Consiglio regionale faccia prove di forza con il gruppo del PD», prosegue Lotto, «strumentalizzando una proposta a favore dei giovani e dei territori più deboli, quando sarebbe bastato mettere una decina di milioni di euro per avviare il contributo, anche solo in modo sperimentale nel 2022».

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