Lotta allo spopolamento: “Fondo da 20 milioni per chi decide di andare a vivere in montagna”

Venezia, 4 dicembre 2021

Un fondo da 20 milioni per contrastare lo spopolamento della montagna, dando un contributo a chi decide di acquistare, ristrutturare o costruire casa nei Comuni montani. È la proposta del Partito Democratico, con un doppio emendamento al Collegato che sarà in discussione da lunedì prossimo in Consiglio regionale. “È una priorità sempre più stringente, perché siamo in forte ritardo come ci suggeriscono i numeri, in particolare quelli della provincia di Belluno – spiega il capogruppo dem a Palazzo Ferro Fini Giacomo Possamai, primo firmatario – Dal 2009, dopo un periodo altalenante, è iniziato un progressivo e veloce calo della popolazione, scesa sotto i 200mila abitanti, 20mila in meno nel giro di 40 anni”.

“Vogliamo iniziare a costruire un percorso come ha già fatto l’Emilia Romagna che nel giro di un anno ha raddoppiato i fondi a disposizione viste le numerose domande arrivate. Ripopolare la montagna significa anche rimettere in moto l’economia di questi territori, permettendo di superare o almeno ridurre i disagi di vivere in determinate aree”.

Nel dettaglio la proposta prevede uno stanziamento di 20 milioni l’anno per i prossimi tre, destinati a nuclei familiari con reddito inferiore a 75mila euro, con un contributo massimo pro capite da 20mila euro e una premialità per chi ha figli minori. “È un finanziamento a fondo perduto che riguarda esclusivamente la prima e unica casa in uno degli oltre 100 Comuni veneti interamente montani – specifica Possamai – Si tratta di una scommessa che pensiamo possa essere vincente, come testimonia l’Emilia Romagna, dove il primo bando da 10 milioni ha finanziato 341 interventi sull’Appennino. Le domande ammissibili sono state però oltre 2.300 e così sono stati stanziati ulteriori 10 milioni. Gran parte dei lavori, inoltre, sono stati affidati a imprese del territorio, avviando un circuito virtuoso. È interessante notare come la maggior parte dei beneficiari siano giovani coppie con età media di 30 anni: significa che si può invertire la tendenza se si creano le giuste precondizioni”.

Della necessità di invertire l’azione del governo regionale parla anche la Segretaria provinciale del PD bellunese Monica Lotto: “La scelta di finanziare progetti che incentivino il vivere in montagna o in aree periferiche va a vantaggio di tutto il territorio regionale. Il Bellunese è il primo fornitore delle risorse eco-sistemiche del Veneto, servizi che non vengono riconosciuti in nessun modo. Ospitare il 54% della Rete Natura 2000 della regione è un vantaggio per tutto il Veneto, ma per la gente di montagna, che qui vive ogni giorno, rappresenta anche una limitazione che merita di trovare giuste forme di compensazione, sia in termini di politiche differenziate che in termini economici. Finora la Regione ha sempre agito come se il territorio veneto fosse tutto uguale, distribuendo risorse senza tenere conto delle differenze territoriali, privilegiando così le aree densamente popolate e senza mai chiarire quale sia il suo programma per la montagna. Un disinteresse che il Bellunese denuncia da tempo, visto che la legge sull’autonomia del 2014 è rimasta lettera morta. Una giunta regionale che si dichiara autonomista a Roma ma che è centralista a Venezia”.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato.

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.