DDL Concorrenza, emendamento PD: «Ristori certi per la montagna»

Più soldi per l’acqua dei bacini montani: lo prevede un emendamento al Decreto Concorrenza a firma Partito Democratico. Per la prima volta, i titolari di concessioni delle grandi derivazioni idroelettriche dovranno, per legge, garantire «misure di compensazione ambientale e territoriale, anche a carattere finanziario, da destinare ai territori dei comuni interessati dalla presenza delle opere e della derivazione compresi tra i punti di presa e di restituzione delle acque», nonché il mantenimento di «livelli minimi in termini di miglioramento e risanamento ambientale del bacino idrografico».

«È un primo concreto esempio di servizio ecosistemico che regola il prelievo di un bene naturale assicurando ritorni per i territori montani dove il bene viene prodotto naturalmente», sottolinea il deputato Roger De Menech. «Per la prima volta questo elemento viene previsto dal punto di vista giuridico ed è grazie al PD se i territori avranno ritorni garantiti per legge».

In base al testo approvato alla Camera dei Deputati, le concessioni di grande derivazione idroelettrica saranno regolate da leggi regionali che recepiscono la legge nazionale. Entro due anni dall’entrata in vigore della legge regionale dovranno infine essere messe a gara. I criteri che dovranno essere rispettati sono numerosi tra cui la valorizzazione economica dei canoni concessori, gli interventi di miglioramento della sicurezza delle infrastrutture esistenti e di recupero della capacità di invaso e di altri parametri tecnici.

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