Territorio, ambiente e agricoltura: le nostre proposte

Busche, 14 Settembre 2020

Territorio, ambiente e agricoltura in montagna. Il PD bellunese sceglie un luogo simbolico come Busche per parlare di questi temi, per l’esattezza il piazzale dove si affacciano tre cooperative simbolo della storia e delle eccellenze del settore primario bellunese (Lattebusche, Cooperativa Agricola La Fiorita, Valcarne). 

I candidati PD alle elezioni regionali, insieme alla Segretaria provinciale Monica Lotto e al deputato Roger De Menech, hanno incontrato alcuni rappresentanti del settore primario bellunese, affrontando il tema del rilancio delle politiche per la montagna.

“La Regione può e deve fare di più per sostenere agricoltori e allevatori di montagna, supportando tutte quelle realtà fondamentali nella cura e nella promozione del nostro territorio” afferma Monica Lotto. “Purtroppo in questi anni si è fatta sentire l’assenza di vere politiche regionali per la montagna, soprattutto nell’ultima legislatura, senza rappresentanti bellunesi all’opposizione che potessero fare da stimolo e mettere in luce le reali problematiche di questo territorio.”

Le priorità per il territorio bellunese

“Abbiamo bisogno di una Regione che supporti concretamente il rilancio dell’agricoltura di montagna – prosegue De Menech – prendendo spunto dalle migliori pratiche sperimentate nei territori limitrofi del Trentino e dell’Alto Adige e mettendo una volta per tutte nero su bianco il differenziale montagna, perché vivere e lavorare a Belluno non è come vivere e lavorare in pianura“.

“La cura del territorio e il supporto al settore primario sono temi strettamente connessi” afferma il capolista Edi Fontana. “Chi resiste e lavora nelle nostre terre svolge un ruolo fondamentale e quotidiano nella cura delle nostre terre e nel frenare l’avanzata dei boschi. Per questo serve supportare le imprese agricole esistenti da un lato, e agevolare la nascita di nuove dall’altro, cogliendo l’opportunità del ritorno alla terra delle giovani generazioni. Serve un piano speciale condiviso per l’agricoltura della provincia di Belluno”. 

Per Maria Teresa De Bortoli “è necessario riconoscere agli agricoltori e allevatori bellunesi il ruolo che svolgono nella produzione di cibi e materie prime di assoluta eccellenza, che vengono esportati fuori dal nostro territorio, e supportarli nella loro opera di creazione di valore culturale, paesaggistico ed economico”.

“E’ necessaria una filiera corta tra produttori e consumatori – secondo Cristina De Donà – nonché un’opera di sensibilizzazione degli esercenti e dei ristoratori bellunesi a utilizzare le materie prime del territorio da fornitori a km0, per far conoscere i nostri prodotti anche ai turisti che visitano le nostre montagne”.

Basta al regime di emergenza, serve una pianificazione di lungo respiro per la mitigazione dei rischi naturali” conclude Adis Zatta. “I nostri boschi hanno dovuto fare i conti in questi mesi con due eventi collegati tra loro e ormai incontrollabili: la devastazione dell’uragano Vaia che ancora vediamo coi nostri occhi nonostante siano passati 2 anni, e le infestazioni da bostrico che si stanno diffondendo. Bisognava intervenire subito per evitare rischi fitosanitari”.

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